Five Questions for ANTONELLO GHEZZI

ANTONELLO GHEZZI è un collettivo di artisti nato nel 2009 e composto da Nadia Antonello (Cittadella, 1985) e Paolo Ghezzi (Bologna, 1980). A Bologna ha preso il via il loro sodalizio, frequentando il triennio di pittura presso l’Accademia di Belle Arti cittadina, e sempre a Bologna hanno il loro studio presso la splendida Palazzina Liberty dei Giardini Margherita. Attraverso un fare delicatamente poetico e performativo, coinvolgono lo spettatore senza la necessità di gesti eclatanti, attraverso una scoperta lenta, a volte complessa, sempre ricca di fascino e pensiero. Fra la terra e le stelle, il loro pensiero si muove caldo e ricco di sentimento, raccogliendo in parte la tradizione artistica felsinea per renderla attuale e ricca di futuro.


Da quanto tempo fai l’artista e quali differenze noti fra i tuoi esordi e oggi?

N. Antonello e P. Ghezzi si incontrano alla fine del 2009 nei sotterranei dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Fra qualche mese festeggiamo la prima decade.
Dal nostro punto di vista, credo ci sia lo stesso folle e utopistico slancio. Quel che è cambiato rispetto agli esordi è che prima non ci chiedevano di rilasciare interviste.

Quali tematiche trattano i tuoi lavori e che progetti hai in programma?

Cerchiamo di rendere reale quel che crediamo sarebbe bello se esistesse, e che attualmente non c’è. I lavori spesso parlano di poesia, fanno immaginare un mondo senza muri e sottolineano tutte quelle belle cose che ci accomunano come esseri umani.
Stiamo portando avanti tanti progetti insieme, come sempre. Uno di questi è una grande opera di land-art composta essenzialmente da un campo di fiori. Portiamo avanti il progetto Blow against the walls fatto di performance: la prossima si svolgerà a Torino.
Quest’estate, vicino a Roma, si potranno ancora sentire i nostri suoni delle stelle cadenti. Abbiamo una progettazione in corso con Sharjah (Emirati Arabi) della quale non possiamo ancora svelare molto ma è un progetto entusiasmante!



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Come ti rapporti con la città in cui vivi?

Alti e bassi come in tutte le storie d’amore! Bologna è la nostra casa: ci sta regalando uno splendido spazio come studio, il sogno di ogni artista. Abbiamo lavorato tanto a Bologna e abbiamo moltissimi progetti in programma qui.
Tuttavia, tra i pregi di questa città, forse la cosa che apprezziamo di più è la sua posizione sulla linea ferroviaria e il suo aeroporto. Queste vie di comunicazione permettono di togliersi molte limitazioni e definizioni.

Cosa pensi del sistema dell’arte contemporanea?

Il sistema dell’arte contemporanea, come tutti i sistemi, ha le sue regole e, fin dall’inizio, noi ci divertiamo a scardinarle lievemente, a seguirle a modo nostro, senza snaturarci e, a volte, ad aggirarle soavemente cercando di starne “dentro e fuori”, perché, probabilmente, tutto ciò ci rende liberi e, soprattutto, lo troviamo divertente.

Di quale argomento, oggi, vorresti parlare?

Oggi citiamo Joe, lo straniero: “Le cose viste dall’alto fanno sempre meno impressione.”
Si conclude il 18 maggio Immersione Libera, mostra ai Bagni Misteriosi di Milano, curata da Giovanni Paolin, per la quale abbiamo creato un’installazione che si chiama Alla luna. Sulla terrazza, quasi come una pista di lancio, c’è una rampa verso il cielo su cui poggia un grande tapis roulant. Il contachilometri, il primo giorno, segnava 384.400 km, la distanza che ci separa dalla Luna. Le persone, via via, hanno fatto scendere un pochino la cifra e questa missione, diventata collettiva, ci porterà un giorno a vedere sul display l’ultimo metro da fare, prima di arrivare sulla Luna, voltarci, e guardarci da lassù.
Ecco, questa operazione parla di tante cose, dei problemi che visti da vicino ci sembrano tanto grandi, di quello che come umanità si può fare e che sarebbe impossibile pensare rinchiusi nei nostri individualismi, della magia di poter anche solo immaginarsi questa passeggiata tutti insieme.

a cura di Marco Roberto Marelli


www.antonelloghezzi.com

Instagram: antonelloghezzi


Caption

Antonello Ghezzi, ritratto – Courtesy gli artisti, photo credit Giuseppe Rado

Tappeto volante, 2018 – Specchio luce a led e lana, 98x158x6 cm – Courtesy gli artisti, photo credit Antonello Ghezzi

Alla luna, 2019 – Courtesy gli artisti, photo credit Melania Dalle Grave e Agnese Bedini per DSL Studiovolante



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