Federica Cogo nasce nel 1985 in provincia di Vicenza e si laurea in pittura, a Verona, presso l’Accademia di Belle Arti G.B. Cignaroli. Attraverso una precisa cifra stilistica, che si apre all’utilizzo di vari media restando sempre efficace e riconoscibile, racconta il nostro mondo e gli uomini. Crudeltà e tematiche profonde vengo trasmesse grazie a un fare dolce e iconico che affascina il fruitore e lo obbliga a fare i conti con pensieri attuali e antichi.


Da quanto tempo fai l’artista e quali differenze noti fra i tuoi esordi e oggi?

Produco “cose” da quando ho iniziato l’accademia, quindi tredici anni fa. Se, come dice Angela Vettese, artisti si diventa, non so bene quando lo sono diventata o se posso essere definita tale, ma so che ho deciso di provarci lentamente e ho sempre voluto esserlo. Differenze fra tredici anni fa e oggi, ne noto: sono cambiata io, si sono trasformate le mie esigenze, la mia pazienza sul lavoro è cambiata, ma se guardiamo dagli occhi della luna, tutto è rimasto uguale. Un giorno unico che dura da tredici anni con molte evoluzioni. Punto a crescere, più che a invecchiare, anche professionalmente.

Federica Cogo

Table – disegno digitale, acrilico su carta, legno e resina, 40x40cm, 2018 – courtesy l’artista

Quali tematiche trattano i tuoi lavori e che progetti hai in programma?

Parlo di violenza, dell’essere umano, di relazioni. Non so se esiste un motivo per cui tratto queste tematiche ma poco importa. Quello che voglio è mostrare, in modo più oggettivo possibile, alcuni aspetti dell’uomo e condividere con l’osservatore la mia ricerca, attivando anche un suo coinvolgimento personale. Il tutto con la dovuta distanza emotiva e con un controllo stilistico che mi permette di unire temi forti a immagini dolci e decorate, una specie di miele che chiamo “vaselina del messaggio”.
Ho molte cose in programma, anche se ancora niente di definito. Mi aspettano comunque collaborazioni con altri artisti, viaggi e nuove serie.

Come ti rapporti con la città in cui vivi?

Attualmente non ho una città in cui vivo, perché faccio cose, mi fermo e lavoro in diversi luoghi. Al di là di questo periodo, direi che non ho un modo attraverso il quale mi rapporto a una città, perché sostanzialmente sono sempre per aria, in un universo tutto mio. Anche se vivo per dieci anni in una città mi ritrovo a non conoscere vie, strade alternative, non riconosco i luoghi ma ricordo le persone. Sono quelle che compongono una città.

Federica Cogo

Hands – acrilico su carta, 40x40cm, 2015 – courtesy l’artista

Cosa pensi del sistema dell’arte contemporaneo?

Penso che esiste e che un artista ci si debba relazionare. Ci sono regole, meccanismi e un’estetica che possono essere più o meno condivisibili, ma poco importa. Spesso bisogna andare incontro alle cose più difficili per evolversi, sia a livello professionale sia sul piano umano.

Che domanda vorresti ti facessi?

Vorrei comprare una tua opera. Quanto costa?

www.federicacogo.it

Immagine di copertina: Autoritratto fotografico – courtesy l’artista


Intervista a cura di Marco Roberto Marelli

 

Marco Roberto Marelli

Storico e critico d’arte, si laurea in Arti Visive nel 2012 a Bologna. Nato a Monza nel 1986, lavora come autore e curatore indipendente dopo aver collaborato con prestigiose realtà culturali in Italia e all’estero. Direttore del sito Forme Uniche, è organizzatore del festival SPAZI 2018

Please follow and like us: