Dario Maglionico. La percezione del “reale” in mostra a Legnano

Dario Maglionico stupisce e conquista Legnano trasformando le antiche sale del Castello Visconteo in un affascinante percorso, ricco di forti contrasti, che ci conduce in un colto e studiatissimo viaggio alla scoperta delle modalità con cui crediamo di conoscere noi stessi e il mondo che ci circonda. Fino al 18 settembre, all’interno dei rinnovati spazi della Pinacoteca del Castello di Legnano, sarà possibile visitare la mostra personale Sincronie a cura di Claudia Contu, giovane critica toscana che stravince la sua prima prova in territorio lombardo sviluppando una ricerca completa e accurata. La raffinata esposizione presenta al pubblico i cicli pittorici percorsi negli ultimi due anni dall’artista campano, proponendo un ricco nucleo di riuscitissimi lavori, in parte riunito grazie alla disponibilità e cortesia dei numerosi collezionisti privati. Attraverso una felice scelta installativa, che differenzia e mette in dialogo ossimorico anche i materiali utilizzati per l’allestimento, le opere appartenenti al ciclo Study of the dark, di formato generalmente ridotto e montate su fondali neri, entrano in rapporto dialettico con le tele, spesso di dimensioni notevoli, che accolgono la serie pittorica intitolata Reification.

Dario Maglionico
Reification #12 – oil on canvas, 80 x 120 cm, 2015 – courtesy Dario Maglionico

Nato nel 1986 a Napoli, oggi fresco trentenne, Dario Maglionico si forma in ambito scientifico, per approdare poi nel mondo dell’arte, forte di un cristallino talento pittorico che oscilla fra conoscenze tecniche in continuo aggiornamento e “sprezzante” abilità manuale. Il suo universo è quello della figurazione, di una figurazione aggiornatissima che annovera fra i suoi immediati predecessori gli artisti della Scuola di Lipsia e quelli della Scuola di Cluji, pittori che, come giustamente sostenuto da Ivan Quaroni, fanno esplodere la rappresentazione dello spazio attraverso una prospettiva impazzita che conduce a un ritorno, quasi medioevale, verso la giustapposizione sulla tela di episodi narrativi che portano a un fare mimetico che si finalizza in una visione metafisica atemporale. La realtà rappresentata nelle opere in mostra, in piena analogia con quella raccontata dagli operatori estetici della sua generazione, non è quella “storica” fatta di grandi, vittoriose, battaglie ma quella delle piccole vicende quotidiane che avvengono nell’accogliente e caldo mondo che ci circonda tutti i giorni e che riesce a sorprenderci anche la dove non lo credavamo possibile. Basta un avvenimento semplice, l’improvviso mancare della luce, per regalarci una profonda esperienza emotiva, per permettere l’apparire di una realtà che si presenta magica, che compare gradualmente dall’oscurità partendo da punti dove una riflessa luce fioca si fa percettibile e quindi forma.

Ancora più concettuali i suoi mondi diurni, sempre racchiusi e protetti all’interno di quell’intimo “ambiente casalingo” che troviamo rappresentato in opere il cui titolo varia solamente grazie al numero “cancellettato” che segue la parola Reification. Semplicità delle figure e complessità della base teorica regalano delle immagini dove la realtà nasce non dalla percezione diretta ma dalla sommatoria della fruizione presente di un ambiente che stiamo vivendo con il ricordo delle esperienze vissute in quello stesso luogo. Tempo e spazio si presentano per quello che sono realmente, coordinate liquide “inventate” dall’uomo per poter orientarsi nel mondo, formula matematica di quello che potremmo definire un “plastico antropocentrismo inconscio”. Come nel pensiero di Emanuele Severino, che si contrappone all’apparenza del nostro vedere, tutto è eterno e il nostro percepire una realtà che si muove, in un tempo e uno spazio che possiedono poche direzioni precise, è il risultato della nostra necessità percettiva di dare una forma al caos che ci circonda.

Dario Maglionico
Study of the dark, Stairs – oil on canvas, 84 x 56 cm, 2015 – courtesy Dario Maglionico

La realtà non ha un solo punto di vista, nelle tele esposte in mostra le prospettive si moltiplicano, così come si moltiplicano le persone e gli oggetti dislocati sulla scena palesando l’invisibile esserci di un mondo fatto, allo stesso momento, di presente e memoria del passato. Il sottile suono del pensiero di Bergson, studiato e fatto proprio da alcuni futuristi, aleggia nell’aria e nell’atmosfera calma si sprigiona il lieve profumo della Combray di Marcel Proust.

La coinvolgente e profonda ricerca sviluppata da Dario Maglionico regala a tutti noi un dono prezioso, la rara possibilità di uscire dalla nostra consueta e spesso banalizzante visione della vita per riflettere su cosa sia realmente la natura che dominiamo e che ci domina, accendendo nei nostri cuori un sentimento che fermo oscilla fra timore e meraviglia.

Marco Roberto Marelli

 

DARIO MAGLIONICO

SINCRONIE

a cura di Claudia Contu

4 settembre – 18 settembre 2016

PINACOTECA DEL CASTELLO VISCONTEO DI LEGNANO – Viale Toselli – Legnano.

www.dariomaglionico.com

Immagine di copertina: exhibition view – courtesy Lorenzo Silvestri & Andrea Santaterra.

 

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