Una FIAT 127, colore e Le Corbusier: Cristian Chironi da Marselleria

Un Camaleonte è protagonista dell’istallazione Polychromy, in mostra per il periodo estivo da Marselleria. Non si tratta però dell’animale che assume la tonalità della superficie su cui si trova ma di una FIAT 127 modello Special, punto focale dell’istallazione di Cristian Chironi (Nuoro,1974). Una macchina che è passata alla storia con questo soprannome perché in grado di cambiare il colore della sua carrozzeria in base ai diversi ambienti e contesti. 

Portiere rosa, tettuccio giallo oppure verde, specchietti bianchi, ogni possibile variabile è benvenuta come nuovo abito del telaio. 

Queste variazioni, non solo cromatiche, sono infatti il filo conduttore di un progetto che vede l’artista sardo impegnato da diversi anni. Continuando la serie dal titolo My house is a Le Corbusier, Chironi indaga qui, soffermandosi in modo particolare sull’uso del colore, l’opera dell’artista e architetto svizzero-francese. 

Spinto della volontà di contaminare le regole e le teorie del padre del Modulor, si è recato nelle diverse abitazioni da lui disegnate, per viverle lasciando in esse un segno del proprio passaggio, testimoniato dalle registrazioni sonore fatte per gli ambienti, in base a essi,  da loro in qualche modo ispirate e “rubate”. 

Cristian Chironi
Cristian Chironi, Polychromy – Installation view at Marsèlleria, Milano, 2018 – Courtesy Marsèlleria

Dalla FIAT parcheggiata in galleria infatti, possono essere ascoltati gli audio-documenti inediti, creati con la collaborazione di Francesco Brasini e l’aiuto di molti artisti e tecnici, tracce del periodo trascorso presso l’abitazione lecorbuseriana di Chandigarh, in India. 

L’auto viene in questo modo trasformata da semplice mezzo di trasporto a “macchina per abitare” e i colori scelti diventano note capaci di definire spazi e atmosfere del vivere quotidiano. 

Proprio come cercando di ricreare un pentagramma musicato, la parete della galleria viene invasa da una “tastiera” di colori che si accostano dando forma alle immagini seriali dell’auto. Quarantatré possibilità, un chiaro rimando dell’istallazione al noto progetto del 1931, Tastiere del colore, che Le Corbusier aveva intrapreso in collaborazione con la ditta Salubra, allo scopo di creare un campionario di colori per la realizzazione delle carte da parati dell’azienda. 

Tinte scelte in controtendenza rispetto alle modalità di progettazione che erano in voga in quel periodo storico. Accostati per il loro effetto sull’ambiente e il rapporto creato in modo “naturale” con lo spazio, violando gli studi eccessivamente razionalisti che imperavano legati alle regole della corrente neo-plasticista De Stijl, i colori dialogano nel creare delle schede cromatiche: uno strumento di tipo tanto “musicale” quanto pittorico, per definire quelli che, nella teoria e nella progettazione, possono essere considerate le tonalità adatte all’architettura. 

Cristian Chironi
Cristian Chironi, Polychromy – Installation view at Marsèlleria, Milano, 2018 – Courtesy Marsèlleria

Creando una musica visiva, le variazioni cromatiche si accostano in giochi di forze e leggerezze, in modo naturale, intuitivo ed emozionante. 

L’intera opera si presenta come un omaggio a un grande artista. Una lode che non teme di apportare variazioni e contaminazioni in grado di intaccare la purezza di uno stile con un tocco completamente personale. 

Con questa creazione in dialogo con la storia, Cristian Chironi sintetizza, all’interno di un unico contesto spaziale, tutte le dimensioni: tattile, sonora e visiva, andando a scardinare un linguaggio  conosciuto e codificato, per esprimerne e ampliarne il potenziale. 

Sara Cusaro 

 

CRISTIAN CHIRONI

POLYCHROMY 

28 giugno – 14 settembre 2018 

MARSELLERIA – Via privata Rezia, 2 – Milano 

www.marselleria.org

Immagine di copertina: Cristian Chironi, Polychromy – Installation view at Marsèlleria, Milano, 2018 – Courtesy Marsèlleria

 

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