Circostanze urbane: la performance come denuncia della Gentrification

Ubicata nel quartiere storico milanese dei navigli e minacciata inesorabilmente da logiche di rendita urbana che a poco a poco divorano i ceti meno abbienti, via Gola racchiude tutte le contraddizioni di un luogo comunitario, meticcio, attraversato da illegalità e destinato a essere fagocitato dalla movida circostante. Il quartiere resiste, almeno per ora, al fenomeno di Gentrification, ovvero la tendenza a “innovare” e modellare una zona urbana in decadimento sulla base di esigenze, profitto e afflusso della borghesia. È proprio nelle strade plumbee di questo contesto che, all’imbrunire del 19 ottobre 2018, via Gola si accende con lampadine colorate, tende striate e musica italiana anni Settanta e Ottanta. Si tratta di Circostanze urbane, una performance che vede protagonista l’installazione di Fabrizio Milani, la quale ci catapulta immediatamente in un immaginario folcloristico a metà tra il circo e la festa di paese. Lo spazio che viene a crearsi tra il furgoncino e le stoffe rigate accoglie la ricerca iconografica e documentativa che Simona La Neve ha condotto negli archivi di CEDAC; ripercorre, attraverso immagini e articoli di giornale, alcune tappe fondamentali della storia circense. L’origine architettonica del circo risale alla metà del 1800 e nasce come struttura permanente, che diventerà in seguito itinerante per necessità economiche. La trasformazione degli impianti, e conseguentemente dei modelli di vita dei circensi stessi, da statici in ambulanti, rispecchia perfettamente la condizione dei cittadini meno abbienti delle urbe moderne che si trovano costretti ad abbandonare le proprie abitazioni a causa della loro conversione in spazi non-abitativi o dell’aumento dei prezzi d’affitto. Vittime più lampanti del capitalismo, famiglie o singoli individui, trovano la soluzione, anche se temporanea e ai margini della legalità, nell’occupazione edilizia. Via Gola incarna a pieno queste dinamiche occupazionali legali e non – se si pensa che dei 702 appartamenti che possiede Aler (Azienda Lombarda dell’Edilizia Residenziale) tra via Gola, via Pichi e via Borsi, molti sono occupati abusivamente.



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Tutte le conseguenze della speculazione edilizia, e in senso più ampio della progressiva rendita urbana portata avanti dal Capitale, sono incrementate in parte dal lassismo delle strutture statali con graduatorie infinite e proibitive, le quali tengono conto solo di una minuscola parte del sottoproletariato, e in parte dalle piccole mafie di quartiere. Proprio in questo terreno fertile per la guerra tra poveri Circostanze urbane permette agli spettatori di sfogliare, così, un raccoglitore contenente il materiale d’archivio e alcuni disegni di Fabrizio Milani realizzati con tecnica mista su carta e paraffina, sulle note del cantautorato italiano proveniente da una postazione DJ interna al camioncino. Da sfondo alcune bandiere realizzate dai bambini del quartiere, frutto di un laboratorio di pittura tenuto dagli artisti un mese prima dell’evento, si moltiplicano e si confondono tra i tessuti dell’installazione. Ma chi canta, balla e si muove sul cemento malfamato di via Gola dove l’illegalità e l’incuria sono più un sintomo che una malattia? Studenti, attori del sistema culturale e amici degli artisti popolano questo ambiente luminoso e sonoro con disinvoltura ed entusiasmo. Da un lato l’ubicazione dell’installazione costringe una fetta di popolazione, per lo più di estrazione borghese, a scontrarsi con la realtà, anche se parziale e filtrata, del quartiere; dall’altro l’evento rischia di dare una lettura antropologica del luogo superficiale. Sicuramente via Gola, anche a causa della sua morfologia architettonica, amplifica l’atmosfera goliardica, ma la scarsa partecipazione da parte dei suoi abitanti la sera del 19 ottobre 2018, la rende mero fondale per la celebrazione di una festa estranea. La ricerca condotta dai due artisti è passata attraverso riunioni e dibattiti con i residenti sulla condizione socio-politica della zona, interviste agli occupanti rispetto al tema della festa, attività culturali con i bambini del quartiere e incontri con il gruppo informale Occupiamoci di via Gola. Tenendo conto che l’Arte è un insieme di pratiche relazionali e ogni relazione esige una particolare durata, probabilmente per essere antropologico il lavoro di Simona e Fabrizio richiedeva un tempo più lungo, necessario per istaurare un rapporto specifico con gli abitanti di via Gola.

Arianna Cavigioli


Fabrizio Milani

Circostanze Urbane, atto I

a cura di Simona La Neve

19 ottobre 2018 – Via Gola, Milano – Intervento di arte pubblica

www.fabriziomilani.com


Caption

Fabrizio Milani, Organismo urbano I, 2018 – Courtesy l’artista, ph LUISE URSULA MARGARETHE VON NOBBE

Fabrizio Milani, Organismo urbano I, 2018 – Tecnica mista su carta, 29,7 x 42,0 cm – Courtesy l’artista



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