Nasce tutto da una struttura, Chassis: quello scheletro base da cui prende forma una macchina. Ad aprire la mostra di Andrew Ross, presentata da Francesco Lecci presso la Galleria Clima di Milano, c’è un ospite inatteso: una carena di auto, l’ossatura di un corpo.
Il suo nome è The Medium. Non è una persona, anche se ne ha le sembianze, è un corpo composto da vuoti, realizzato con fogli di plastica e bulbi di lampadina. Eppure il suo spirito è animato dall’energia elettrica che si muove tra i cavi come vene legate a un cuore generatore. Per sopravvivere si alimenta di quella tendenza odierna, legata in modo particolare alla cultura americana, da cui Andrew Ross proviene (nato a Miami nel 1989), che associa il “Do it yourself” al Cosplay, in una nuova ricerca super-omistica.
A fare da sottofondo latente all’istallazione, sembrano presentarsi alla mente quei video-tutorial che spopolano in rete: per imparare a fare da sé, per creare, nella semplicità quotidiana un fake casalingo, dai modellini di auto ai costumi rappresentati diversi personaggi.

Chassis

Chassis, 2017 – Installation view – courtesy Clima, Milano

È una tendenza che Ross ha potuto osservare essere cosa comune e condivisa nella cultura della costa ovest: una ricerca quasi ossessiva che è motivata dalla necessita di avere l’illusione del possesso. Questo “Se non posso averlo, lo creo da me” dilagante ha portato, nella sua estremizzazione, alla creazione non più solo di oggetti di ogni genere, ma anche di queste personali maschere eroiche home-made.
Si tratta della nuova versione del super uomo. Colui che si fa da sé, colui che fa da sé, colui che crea di sé stesso il proprio mito, il proprio volto coperto, ingigantito, sproporzionato, eccessivo ed esagerato, come ricorda Mask.
L’artista porta così in mostra questa volontà di creare una figura altra, a metà tra la vita di tutti i giorni e una necessità di uscire dall’ordinario: una forma che rimane però, un’immagine di superficie. Pure superfici sono infatti le strutture cave di cui sono realizzate le opere.
Come le altre sculture in mostra, il frammento di maschera e The Medium sono state create, con dei fogli di plastica, direttamente nella galleria dove è nata la mostra a partire dalle forme concepite a mano dall’artista, per poi essere modellate attraverso un forno DIY, costruito anch’esso dall’artista, macchinario solitamente usato per la realizzazione di pezzi da modellismo.

Chassis

The Jump, 2017 – plastic, high density foam, 53 x 11 x 55 cm – courtesy Clima, Milano

Rimanendo vuote all’interno, le forme non solo portano così una riflessione sulla materia stessa della scultura come cavità in un dialogo tra spazio e materia, ma mostrano anche, nel loro bianco pulito e asettico, eppure grezzo fatto a mano, quanto questa ricerca verso un oltre il sé sia solo una vuota pratica senza contenuto.
Giocando sull’idea del fatto a mano, utilizzando un materiale prettamente industriale, Andrew Ross, rappresenta con il medium stesso questa ricerca verso un fare tutto da soli, che porta alla realizzazione di vuoti miti personali di imitazione eroica per seguire il desiderio, forse il bisogno, di respirare quel “Feeling on a ledge” vertiginoso raffigurato nella forma di The Jump: rappresentazione della vita estrema del Par-Cur su grattacielo, praticato da questo gruppo sociale di super eroi da soggiorno.

Sara Cusaro

 

ANDREW ROSS

CHASSIS

24 Giugno – 9 Settembre 2017

GALLERIA CLIMA – via Alessandro Stradella, 5 – Milano

www.climagallery.com

Immagine di copertina: Chassis, 2017 –  Installation view – courtesy Clima, Milano

 

Sara Cusaro
Nata a Legnano nel 1995. Studentessa di Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano, da sempre appassionata di arte, collabora con la redazione de Il Giorno di Legnano, occupandosi di eventi, arte e cultura.