CAZZIEFIGHE: un dispositivo “antiverduroide” nel cuore di Milano.

Prendi un titolo volgare, di quelli che fanno arricciare il naso alle signorine per bene, crea una morbosa attesa nel popolino della rete e servigli una mostra priva di scandalo e pornografia, dove l’unica provocazione è quella di proporre una festosa voglia di ritornare a pensare in maniera profonda. CAZZIEFIGHE è questo e molto altro. Inaugurato il 21 giugno, in pieno solstizio d’estate, presso lo spazio LALTALENA, a due passi dalla IULM di Milano, l’evento durerà solamente fino al 24 giungo ma ne rimarrà preziosa traccia grazie al catalogo, edito in tiratura limitata, per l’occasione. La grande sala espositiva è invasa da opere di medio e piccolo formato, molte realizzate appositamente per questa mostra, che ricoprono da cima a fondo la grande parete opposta all’ingresso. Creati attraverso l’uso delle più varie tecniche di produzione artistica, i lavori esposti rappresentano tutti peni o vagine, liberamente interpretati da artisti celebri ed emergenti, dando alla grande massa emotiva un valore quasi da esposizione tassonomica in un polveroso museo di scienze naturali.

CAZZIEFIGHE
Veduta della mostra – courtesy Spazio LALTALENA

Nessuna provocazione o protesta quindi? No, quella c’è, ed è da fallo di reazione. Non molti mesi fa il Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana, con un moto di grande autostima, decise di erigersi a moderno “Braghettone” e inscatolò le pericolosissime nudità delle antiche statue presenti all’interno dei Musei Capitolini in occasione della visita del presidente iraniano Hassan Rohani. Non pago dell’illuminato gesto, l’ex-sindaco di Firenze, toscano anche lui come Daniele da Volterra, decise di ripetersi nella sua città natale coprendo le nudità di un’opera di Jeff Koons, su richiesta dello staff del principe ereditario Mohammed Bin Zayed Al Nahyan.

Nel pensiero degli ideatori, l’evento milanese vuole distoglierci da quest’epoca di finti clamori e dogmi presunti, per portarci a pensare a quel concetto di “voglia-della-volgia” che accomuna e separa arte e pornografia. Come già sostenuto dal filosofo Jean Baudrillard, la sovraesposizione delle parti intime, quell’eccesso di visione della nudità, toglie al sesso la sua componente erotica portandolo verso la più vuota oscenità. Allo stesso modo, ma in segno opposto, la ricerca dell’eccesso, del vero più del vero, annienta il quotidiano aprendolo al mondo dell’arte e a quell’espressione estetica che nasce dall’eccedenze e dallo spreco.

CAZZIEFIGHE
Michelle Jarvis – My flower, dipinto e ricamo a mano in cotone su lino bianco, 30 cm diametro, 2016 – courtesy Spazio LALTALENA

Guardandole nel loro variegato insieme, apprezzando le infinite modalità di rappresentazione che rispecchiano stili e idee dei loro realizzatori, queste fondamentali e divertenti parti anatomiche non paiono poi così pericolose. Ciò che è molto preoccupante è sempre l’ideologia, il peccato e la volontà di potenza che gli uomini hanno loro riferito. Per fuggire da tutto ciò è necessario un atto semplice e allo stesso tempo rivoluzionario, un atto che presenti il nostro corpo nella sua più totale nudità, fisica e semantica. Sta poi agli artisti attribuire a questo materiale edenico un nuovo valore simbolico che rifiuta quei dogmi ormai messi in soffitta dalla nascita del pensiero debole.

Marco Roberto Marelli

 

AA.VV.

CAZZIEFIGHE

a cura di Massimo Kaufmann e Ivano Sossella

21 giugno – 24 giungo 2016

SPAZIO LALTALENA, via Ambrogio Binda 7, Milano

Please follow and like us: