Seguendo la linea guida che distingue lo spazio dal momento della sua fondazione nel 2010, Cabinet presenta una nuova bi-personale, invitando per l’occasione due artisti provenienti da oltreoceano. Sono Brian Calvin (1969) e Wendy White (1972), americani, il primo californiano, la seconda newyorkese, a creare un nuovo allestimento nello spazio della galleria, in collaborazione con la curatrice Maria Chiara Valacchi. 

Nella difficoltà di trovare un comune linguaggio, provenendo da formazioni diverse e pratiche artistiche differenti, i due artisti si sono trovati a dialogare alla ricerca di un’estetica e di un’istallazione dalle poche parole. Manca un approccio narrativo alle opere, che non raccontano e non si costruiscono su trame complesse. È la semplificazione a fare da padrone. Vera protagonista della mostra, la riduzione delle immagini agli elementi compositivi si inserisce per entrambi gli artisti in un percorso di ricerca rivolto all’assimilazione del dettaglio necessario.

Brian Calvin | Wendy White

Brian Calvin | Wendy White – installation view, 2017 – courtesy gli artisti e Cabinet Milano, ph Filippo Armellin

Abbracciando un procedimento analitico, gli artisti lavorano, seppur con materiali e tecniche contrastanti, per astrazione.

Professando il credo della sperimentazione, quasi scientifica nella scoperta del dettaglio, i due operatori estetici approfondiscono l’indagine dell’immagine popolare della cultura americana spingendosi verso la rivelazione.

Con tele di grande formato, realizzate con l’uso di tecniche classiche come acrilico e pittura a olio, Brian Calvin ripropone volti che nulla hanno da invidiare alle icone delle pagine patinate delle riviste pubblicitarie. Sono volti realistici che, come sulla carta stampata, perdono di profondità per assumere una caratteristica bidimenisonalità. Contorni e tratti sono semplificati in una astrazione quasi illustrativa, che emerge in modo netto dalla scelta delle tinte e delle campiture ampie e piatte. Solo il necessario viene salvato nell’estrapolazione del segno grafico. Solo il dettaglio per mettere in risalto la parte per il tutto.

I grandi occhi scrutatori, le labbra, i denti divisi da un piccolo spazio, sono sineddoche dell’intero volto. Il dettaglio viene messo in risalto in un cambiamento di punto di vista che prende avvio da una variazione di scala: un avvicinamento dello sguardo spinto a lavorare come un obiettivo fotografico nel raggiungimento del maggior adattamento macro.

Brian Calvin | Wendy White

Brian Calvin | Wendy White – installation view, 2017 – courtesy gli artisti e Cabinet Milano, ph Filippo Armellin

Simile è il procedimento di Wendy White. Con lo stesso approccio portato alla modifica delle scale e dei punti di vista, il particolare viene metabolizzato e interiorizzato così da poter essere rigettato in versione amplificata. Le sculture realizzate in dibond nero dall’artista, si collocano pendenti nello spazio della galleria, per essere osservate dagli sguardi piatti dei volti di Brian Calvin. Sono caratteri iconografici dell’universo del branding e della pubblicità, sono estrapolazioni del mondo dei video game e dell’universo Cartoon Network, sono nuvole stilizzate, arcobaleni e cuori di pixel a cui mancano solo unicorni rosa perché si possano dire essere elementi dalla poetica Ready-Made, rubati da una stanza di una teen-ager americana. Con questo procedimento analitico inverso, che fa della piccola componente figurativa una grande istallazione tridimensionale, la cultura bassa della società americana viene rielaborata in una trasformazione pop, inserendola nel contesto artistico attuale.

Attraverso questo tipo di attenzione al close-up, Brian Calvin e Wendy White raggiungono una  grande efficacia descrittiva, proponendo una nuova verginità alla nota pornografia pubblicitaria statunitense, nella distanza del punto di vista.

Sara Cusaro 

 

BRIAN CALVIN – WENDY WHITE

BRIAN CALVIN | WENDY WHITE 

a cura di Maria Chiara Valacchi

21 Aprile – 24 Giugno 2017

SPAZIO CABINET – Via Tadino 20 – Milano

www.spaziocabinet.com

Immagine di copertina: Brian Calvin | Wendy White – installation view, 2017 – courtesy gli artisti e Cabinet Milano, ph Filippo Armellin

 

Sara Cusaro
Nata a Legnano nel 1995. Studentessa di Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano, da sempre appassionata di arte, collabora con la redazione de Il Giorno di Legnano, occupandosi di eventi, arte e cultura.