Behind Mare Nostrum è un progetto espositivo e performativo realizzato dalle artiste francesi Juliette Feck ed Eleonor Kléne, in collaborazione con Tony Ceppi e Benoît Payan del collettivo Climax. L’evento è stato presentato a Marsiglia il 19 e il 28 maggio 2017 in occasione della nona edizione del PAC – Printemps de l’Art Contemporain, manifestazione organizzata dall’associazione Marseille Expos con l’obbiettivo di promuovere la diffusione dell’arte contemporanea e mettere in connessione l’arcipelago di luoghi dedicati all’arte nella zona metropolitana d’Aix-Marseille-Provence.
Per la loro performance le due giovani artiste hanno scelto un luogo caratteristico e al contempo caratterizzante: una sorta di cripta risalente al XVI secolo dove interi equipaggi di marinai e mercanti venivano messi in quarantena per evitare il diffondersi della peste in città. Questo ex lazzaretto, luogo misterioso chiuso da sbarre e oggi abitato da ratti e detriti, è proprio accanto alla Plage des Catalans, la spiaggia più accessibile e affollata di Marsiglia.

Behind Mare Nostrum

Behind Mare Nostrum, 2017 – exhibition view – courtesy Juliette Feck

È nell’oscurità di quest’architettura che Feck e Kléne hanno installato il loro laboratorio clandestino, lo spazio della loro performance di azioni meccaniche e seriali ripetute ciclicamente fino al tramonto, come in una sorta di rito alchemico ossessivo collocato tra rivelazione e straniamento. Il terreno umido, le volte imputridite e le pareti stratificate dal tempo hanno accolto i numerosi elementi utilizzati dalle artiste – strutture metalliche, lastre di marmo, lampade anti-zanzara, congelatori, bidoni di candeggina, tubi di plexiglas, vasche, teli impermeabili, radiografie, neon, calcinacci, zucchero, topi mummificati e pannelli in policarbonato – che non hanno però nascosto o edulcorato in alcun modo l’entità del luogo.
Da dietro le sbarre si assiste a un procedimento di ricerca quasi morboso: gesti studiati e parole scandite secondo il ritmo di una scienza innaturale volta a scrutare avidamente i possibili risultati di un’indagine apparentemente vana. Operazioni parascientifiche eseguite con estrema attenzione: ciò che conta è il processo, la forma, il proposito e l’assoluta concentrazione sull’obbiettivo. Le due artiste francesi mettono in scena una ritualizzazione della ricerca sperimentale, che non intende neutralizzare ciò che è sconosciuto, insolito, dubbioso o inquietante, ma lavorare sui solchi, gli interstizi e le fratture del reale.
Il procedimento è assolutamente artificioso, l’operazione totalmente improduttiva. La performance si presenta come un percorso circolare senza conclusione, linearità o scopo, e che non fornisce alcun genere di sintesi a cui potersi aggrappare: il fatto estetico è racchiuso nella tensione del processo e nell’imminenza dell’evento. Il lavoro di Feck e Kléne si sviluppa così nel segno della dépense batailliana, del dispendio, dello “spreco sacro”. Come una sorta di rito propiziatorio che si pone al di fuori delle logiche utilitarie e produttive, realizzandosi nel proposito della contemplazione e della possibilità.

Behind Mare Nostrum

Behind Mare Nostrum, 2017 – exhibition view – courtesy Juliette Feck

Il medesimo discorso viene proposto dall’installazione al di fuori della spelonca, realizzata sulla spiaggia da Tony Ceppi e in dialogo diretto con l’azione delle due artiste; riprese dell’opera vengono proiettate sul pavimento del lazzaretto durante la performance stessa. Quello di Ceppi è una sorta di assemblaggio macchinico in grado di generare un movimento costante e aleatorio fine a se stesso. Una struttura erotica improduttiva, una macinatrice dadaista la cui azione cinetica rotatoria riporta all’energia dissipata del moto ondoso del mare, alle migrazioni e ai vagabondaggi continui che solcano il Mare nostrum, il cui sciabordio risuona costante lungo tutta la Plage des Catalans, imponendosi quale presenza imprescindibile dell’intera operazione artistica.

Pietro Cortona

 

JULIETTE FECK – ELEONOR KLÈNE (GUEST: TONY CEPPI, BENOÎT PAYAN)

BEHIND MARE NOSTRUM

19 maggio – 28 maggio2017

PLAGE DES CATALANS – Marseille

www.pac.marseilleexpos.com

www.juliettefeck.com

www.eleonorklene.net

Immagine di copertina: Behind Mare Nostrum, 2017 – exhibition view – courtesy Juliette Feck

 

Pietro Cortona
Nato a Lecco nel febbraio del 1990, dopo una triennale in Lettere Moderne a Bergamo, si laurea in Arti Visive nella calda estate del 2016 a Bologna. Si occupa di curatela, allestimenti e critica, collaborando principalmente con giovani artisti emergenti. È membro della redazione di Merzbau – rivista/collettivo di sperimentazioni artistiche e letterarie contemporanee. Attualmente vive e lavora a Marsiglia.