Attraversare il paesaggio: il cammino di TSSR da Otto Zoo

Un cammino, migliaia di stazioni, centinaia di corpi creati / nell’istante dell’immaginazione.”

Inizia così il percorso che ha portato il collettivo TSSR, Torchio Società Senza Responsabilità, nella galleria milanese Otto Zoo. Un cammino nato quattro anni fa e che compie oggi, con la project room Attraversare il Paesaggio, curata da Annika Pettini, un  passo ulteriore. L’istallazione delle opere presentate in galleria, visitabile fino al 11 novembre, non può quindi essere considerata una semplice esposizione, ma necessita di essere letta come parte integrante del lavoro stesso e sua documentazione.

Cinque tele di circa tre metri, quattro barelle di tela pendenti dal soffitto, giacigli di pali di castagno e filo spinato. Questo il risultato di un percorso che sa di tempo e natura e che prende avvio dai colli bolognesi dove il collettivo, che opera nell’ambito del contemporaneo con performance installative, era nato nel 2005, prendendo il nome da un torchio, oggetto “rubato” dai tre artisti che lo hanno fondato: Mattia Di Leva, Bruno Fronteddu e Giacomo Della Maria.

TSSR
Exhibition view – courtesy Otto Zoo – ph Elisa Bonura

È stato Giacomo Della Maria a fare il primo passo, scegliendo di portare i compagni Mattia Di Leva e Bruno Fronteddu a “rubare” dal terreno dei pali di castagno e del filo spinato, che erano prima parte di una recinzione.
Questi cadaveri naturali presenti in galleria, avvolti da filo spinato, erano poi stati coperti da tele piegate perché lasciassero su di esse il segno del loro passaggio, una stampa impressa dalla natura stessa. I pali erano stati sepolti per quattro mesi nel terreno, posizionati secondo le direzioni dei punti cardinali.
Sono loro a diventare i bracci di quella croce che dà titolo all’intero progetto La Pasqua della Croce, la sua liberazione, il suo passaggio, il suo andare oltre.
I tronchi riesumati, dopo l’azione del tempo e della terra, erano stati trovati avvolti non in tele stampate ma in drappi funebri putrefatti.
Ed è stato il momento della loro riesumazione a definire e descrivere le tracce di un percorso. Da qui è cominciata la loro ricomposizione: con tecniche di restauro le tele hanno ripreso forma in frammenti derivati da quella “pelle” che aveva avvolto i tronchi, creando monotipi di origine naturale.

TSSR
Exhibition view – courtesy Otto Zoo – ph Elisa Bonura

Abbiamo passato giorni a cercare di capirli, i lavori. Di conoscere l’azione che la terra, il legno e il ferro hanno prodotto raccontano gli artisti.
Così le opere diventano frutto di una processualità dettata dallo scorrere del tempo, dal passare degli stati naturali che generano risultati indipendenti da quanto l’intenzione può aver prefissato. Così entra in gioco l’immaginazione: quella capacità di creare nuove letture, nuove trame e connessioni che fanno del susseguirsi di momenti un racconto significante.

Gli artisti, partendo dall’unica conoscenza possibile, quella dei loro strumenti come punti di partenza, hanno atteso la nascita delle loro opere, liberate dall’azione quasi chirurgica di ricomposizione fisica delle tele e concettuale del processo che le ha generate: una trama di eventi imprevisti, azioni umane e naturali, che si conclude con le tele, nate già morte, effigie del tempo, sulle pareti di una galleria.

Sara Cusaro

TSSR (MATTIA DI LEVA, BRUNO FRONTEDDU, GIACOMO DELLA MARIA)

ATTRAVERSARE IL PAESAGGIO

a cura di Annika Pettini

25 ottobre – 11 novembre 2016

Galleria Otto Zoo – Via Vigevano, 8 – Milano

www.ottozoo.com

Immagine di copertina: Exhibition view – courtesy Otto Zoo – ph Elisa Bonura

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