Si è da poco conclusa la quinta edizione di Artissima diretta da Sara Cosulich.

Nuove proposte, artisti giovani, ma anche qualità sono le caratteristiche di una fiera che punta sull’innovazione più che sul cambiamento. Se infatti sono state diverse le novità per l’anno 2016, come la collaborazione con If I can’t dance I don’t want to be part of your revolution, per la sezione Per4M, Artissima si conferma una delle realtà catalizzatrici del mondo dell’arte contemporanea, creando un’esperienza completa nelle sue molteplici offerte.

Molteplicità che è quasi schizofrenia: caratteristica di Artissima è, in particolare per quest’anno, un grande numero di idee che, nell’insieme dell’allestimento, portano a mantenere uno sguardo di positiva superficialità generatore di attenzione particolare.

Niente sembra infatti lasciato al caso. Le scelte delle gallerie sono mirate e non può essere trascurato il lavoro di scelta e selezione: curatori e direttori come Eva Fabbris e Paolo Capata, non si sono limitati a scegliere con criteri di mercato, ma sono andati più a fondo, valorizzando il progetto curatoriale.

Artissima

Artissima 2016 – ph Perottino/Alfero/Tardito

Chi visita Artissima si trova immerso in un miscuglio omogeneo di opere che, per essere apprezzato a pieno, si dovrebbe fruire con uno sguardo epidermico leggero che viene autonomamente catalizzato dalle diverse attrazioni che focalizzano l’attenzione.

La cura particolare che unisce questo tessuto cellulare è la percezione fisica: una percezione che passa per il corpo. Grande protagonista di questa edizione è infatti quest’ultimo declinato nelle sue molteplici forme di oggetto, presenza, sessualità e gesto.

Nella fotografia, nelle performance, nella scultura e, in modo esplicito nel progetto espositivo di In Mostra, curata per quest’anno da Simone Menegoi, il fisico umano rientra con le sue diverse componenti e declinazioni nell’immaginario per diventare il punto di connessione anche delle sezioni della fiera.

Il corpo viene frammentato, indagato nelle sue sfaccettature. Così come nelle opere scelte per l’allestimento circolare di Menegoi, in cui si passa dal corpo scultoreo di fattura greca, all’analisi del dettaglio “feticcio” del Guanto di Penone, passando per il corpo in atto nell’opera come in Do It di Erwin Wurm, lo spettatore è chiamato a rispondere alle provocazioni fisiche anche dalle gallerie. Gli artisti analizzano il corpo e lo utilizzano come strumento. Tra i nomi affermati, come quello di Renate Bertlmann (proposto da Richard Sulton per la sezione Back To The Future), le cui fotografie riportano alla dimensione sessuale e provocatoria, molti sono i giovani che indagano il farsi corporeo con diversi media per affermare diversi rimandi. Due esempi su tutti: l’utilizzo della scultura da parte di Andreas Burger nell’opera Bust esposta dalla Loom Gallery (Milano), e quello della fotografia proposto da Joanna Piotrowska – vincitrice del Premio Reda per la sezione New Entries – per la galleria Madragoa (Lisbona).

Artissima

Artissima 2016 – ph Valentina Pedalà, IED Torino

Eppure non è solo corpo. È anche personalità che in questo prende forma e viene restituita nel ritratto, stranamente realizzato nelle sagome ripetitive di ceramica di Davide Monaldi, classe 1983, alla sua seconda presenza ad Artissima con Studio Sales di Norberto Ruggeri (Roma).

E se una personalità si costruisce su mille sfaccettature e nasce da diverse suggestioni, stimoli, creando la sua immagine attraverso la cultura, ultimo passo è il suo farsi feticcio, marionetta rappresentante di una storia o un mito, come l’opera di Wael Shawky, Cabaret Crusades, visibile nello stand di Sfeir-Semler Gallery (Amburgo e Beirut), che riprende un frammento dell’opera già esposta alla Serpentine Gallery.

Attraverso l’innovazione di un tema già spesso trattato, sempre attuale nel difficile rapporto quotidiano con esso, l’edizione 2016 di Artissima sembra portare idee e piccoli spunti, come l’inosservata proposta di mettere a disposizione foglietti con le bibliografie degli artisti esposti, perché conoscere e approfondire, sono temi cari ai frequentatori della fiera torinese, anche a detta dei galleristi, sempre più consapevoli e attenti.

Sara Cusaro

ARTISSIMA

diretta da Sara Cosulich

4 novembre – 6 novembre 2016

Oval Lingotto – Torino

www.artissima.it

Immagine di copertina: Artissima 2016 – ph Perottino/Alfero/Tardito

Sara Cusaro

Nata a Legnano nel 1995. Studentessa di Economia e Gestione dei Beni Culturali e dello Spettacolo presso l’Università Cattolica di Milano, da sempre appassionata di arte, collabora con la redazione de Il Giorno di Legnano, occupandosi di eventi, arte e cultura.