Urban wild song. Antonio La Grotta a Milano

Fra la città e le tranquille zone verdi, corre e taglia la Wild Brianza collegando Milano a Lecco, per spingersi ancora più su, seguendo le sponde del lago più bello del mondo. La strada statale 36, raccontata senza essere mai ripresa, ma solo evocata, dagli scatti di Antonio La Grotta, si pone pesante e abituale con tutta la forza esistenzialista delle opere minimaliste americane. È li nella sua cieca utilità, modifica il paesaggio e le nostre vite, è violenta e sognatrice, sempre presente. Forte allo sguardo, può essere esplorata sotto un aspetto forse non così immediato, quello del suono. Nato da un’idea di Roberta Pagani, il progetto artistico/culturale SS36 da vita a un gruppo di ricerca che unisce e mette in relazione operatori attivi nel campo delle arti visive e sonore al fine di analizzare il complesso e articolato mondo che ruota attorno a questa strada. Con la mostra City Song e i relativi eventi realizzati presso gli spazi milanesi di Standards, si è voluto focalizzare l’attenzione sul rapporto uomo – natura, su come gli uccelli siano costretti a modificare un loro “fattore caratteristico” per sopravvivere e riprodursi. L’inquinamento acustico, prodotto dall’intenso traffico, è generato da un’energia concentrata a bassa frequenza difficile da controllare e abbattere. Il periodo di maggiore produzione di questo rumore coincide con il cinguettio dei volatili selvatici all’alba, meccanismo fondamentale sia per motivi riproduttivi sia per motivi di difesa del territorio.

Antonio La Grotta
City song – exhibition view – courtesy Standards

Per sopravvivere gli “uccelli urbani” hanno modificato la frequenza, il volume e la periodicità temporale del loro canto. In una terra come quella italiana, dove uomo e ambiente si sono arricchiti e modificati vicendevolmente, quale migliore mezzo se non quello artistico per cercare di comunicare in maniera efficace quanto l’impatto umano sulla natura sia pesantemente sottile e invadente. Preceduta da una lunga notte di set musicali, che ha condotto a una lenta inaugurazione fissata all’ora in cui sorge il sole per poter permettere al fruitore di compiere la stessa esperienza che ha ispirato l’artista, la mostra propone cinque serie di fotografie che raccontano cinque capitoli, cinque storie ognuna riferita a una specifica specie di volatile presente sul territorio preso in analisi. Per rappresentare questi animali, il fotografo aveva inizialmente pensato di realizzare degli scatti ma è prevalsa poi la volontà di utilizzare cartoline arrivate appositamente da un collezionista residente in Israele. Questa scelta si ricollega all’ascolto di Ecstatic & Wingless che si pone come fase prima di fruizione della mostra. Ideata da Ian Nagoski, la traccia sonora è prodotta registrando e montando riproduzioni fatte dall’uomo di canti di volatili, “musiche” raccolte nei cinque continenti e generate per scopi differenti, da quello venatorio fino a quello rituale.
Anche lo spazio stesso che accoglie l’esposizione non si presenta come neutro ma è percorso in tutta la sua ampiezza da strutture permanenti in legno, simili a cortecce, realizzate per dare una caratteristica risposta sonora dell’ambiente.

Antonio La Grotta
City song – exhibition view – courtesy Standards

City Song si presenta al pubblico più sensibile come un’attenta ricerca che nulla ha lasciato al caso, un lavoro che ha visto Antonio la Grotta e Roberta Pagani operare in stretta collaborazione – insieme alle associazioni Frequente e Terzo Paesaggio che hanno sede negli spazi di Standards – per produrre un’esperienza estetica totalizzante e arricchente, una mostra che rende comprensibile a tutti le intenzioni proposte, secondo diversi livelli di lettura che si aprono ai due estremi, quello dello sguardo veloce e quello dell’approfondimento personale e culturale. Per l’occasione è stato realizzato un libro d’autore che raccoglie le immagini e ospita alcuni racconti scritti dalla curatrice del progetto. Non un catalogo quindi, ma un documento che si fa segno di una profonda volontà di capire e comunicare che, nelle settimane del Miart e del Salone, si disinteressa di vernici luccicanti e pallini rossi di vendita e che vede negli occhi come il cielo di Roberta Pagani la timida felicità di chi ha scoperto, per caso, che la mostra coincide con il periodo di maggior attività canora dei “volatili stradali”.

Marco Roberto Marelli

 

ANTONIO LA GROTTA

SS36. CITY SONG

a cura di Roberta Pagani

02 aprile – 07 aprile 2017

STANDARDS – Via Maffucci, 26 – Milano

www.antoniolagrotta.eu

SS36

www.standardstudio.it

Immagine di copertina: City song – exhibition view – courtesy Standards

 

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