La galleria Ex Elettrofonica di Roma ospita, fino al 30 novembre, Nuove frontiere del benessere dell’ecosistema vaginale #1 Roma, prima mostra personale dell’artista Anna Raimondo (Napoli, 1981) nella capitale, curata da Lucrezia Cippitelli; il progetto viaggerà fino a Valparaiso, in Cile, e poi a Bruxelles e a Tenerife, riproponendo in ogni luogo la stessa domanda: qual è il rapporto tra il corpo della donna e la città che abita? come modifichiamo il paesaggio che abitiamo e come, a sua volta, quest’ultimo ci modifica?
Entrando nella galleria veniamo subito catapultati in uno spazio che per forme e colori ci rimanda a una dimensione femminile, a un corpo per sua natura accogliente; una luce rosa shocking invade l’ambiente e dalle casse comincia un racconto a più voci che ci porta a fermarci in un punto della stanza, a trovare il nostro posto, per ascoltare queste storie di donne che colpiscono per la loro assoluta aderenza a una realtà alla quale sembriamo non badare più.

 Anna Raimondo

Nuove frontiere del benessere dell’ecosistema vaginale #1 Roma, 2017 – installazione sonora multi-canale, installation view – courtesy Ex Elettrofonica e l’artista, ph Andrea Veneri

Il contesto che viviamo, lo spazio che ci circonda, condizionano i nostri comportamenti, i nostri movimenti, il nostro abbigliamento, in un modo che ognuna di noi conosce bene, poiché ne fa esperienza tutti i giorni. Attraverso racconti dal tono colloquiale, la Raimondo ci accompagna in questa passeggiata romana; “Roma antica è una città anti-femminile”, “Ma te puoi girare in una città in cui ci sono solamente preti che ti guardano male?” o ancora “Roma è la città delle cupole. Roma è una città barocca, di punti di fuga da dove si aprono posti assolutamente misteriosi da cogliere nelle pieghe. E la piega è femmina”; frasi del genere si rincorrono nello spazio, creando una sorta di itinerario sonoro che ci trascina da una zona all’altra della città, facendoci camminare sul terreno destrutturato e instabile dei sampietrini, mentre guardiamo un paesaggio fatto di rovine, di fontane, di chiese, ma anche di rumori e odori, di tram affollati e comportamenti ostili. I racconti attraversano lo spazio e il tempo: c’è chi parla di ricordi legati all’infanzia, chi narra di un passato universitario: “era passata la legge sull’aborto”, racconta proprio una delle tante donne intervistate “però si era voluto fare un referendum di verifica e ci furono grandissime manifestazioni nel giugno del ’78 a Roma. Ho una faccia vistosamente pasionaria. La divisa d’osservanza: caftano lungo. Anche il look aveva la sua importanza, perché era un rifiuto dei canoni che venivano dall’alto. Molte collane africane…E le mani in alto, sopra la testa, con il gesto femminista”. Le voci fanno spesso riferimento a un particolare abbigliamento, all’abito che ci protegge e che scherma il nostro corpo, ci identifica, ci dà forza. Ma anche all’abito che ci rende vulnerabili: “Camminare coi tacchi alti per la strada fa perdere il controllo sul territorio, è un’esperienza stimolante, sei costretta a camminare in un modo diverso, a fare molta più attenzione a quello che fai. Entrare in un ruolo di pericolo, come se fossi un animale predato nella giungla”.

 Anna Raimondo

Nuove frontiere del benessere dell’ecosistema vaginale #1 Roma, 2017 – installazione sonora multi-canale, installation view – ph Alessandra Cecchini

In altre storie vengono raccontati luoghi che si frequentano per abitudine o per lavoro, territori della quotidianità: i bar sono maschilisti, i tram, spesso colmi di gente, ci costringono a un contatto non scelto; le rovine antiche sono rassicuranti, mentre la Basilica di San Pietro sembra essere percepita, sempre, come una presenza invadente: attraverso questi semplici racconti Anna Raimondo attraversa con noi questo paesaggio urbano spingendoci a riflettere sui gesti che compiamo, senza quasi accorgercene, per salvaguardarci dallo spazio che ci circonda.

Alessandra Cecchini

 

ANNA RAIMONDO

NUOVE FRONTIERE DEL BENESSERE DELL’ECOSISTEMA VAGINALE #1 ROMA

A cura di Lucrezia Cippitelli

EX ELETTROFONICA – vicolo Sant’Onofrio, 10 – Roma

28 ottobre – 30 novembre 2017

www.exelettrofonica.com

Immagine di copertina: Nuove frontiere del benessere dell’ecosistema vaginale #1 Roma, 2017 – installazione sonora multi-canale, installation view –  ph Alessandra Cecchini

 

Alessandra Cecchini

Alessandra Cecchini (Rieti, 1990) è una giovane artista interessata al tema della memoria, individuale e collettiva, e al suo ruolo nella società contemporanea. Nel 2016 consegue la laurea specialistica in Arti visive, presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, con una tesi in Storia dell’Arte Contemporanea dal titolo “Being There. L’arte ai tempi della contemplazione”. Sempre nello stesso anno è finalista al Premio Fabbri per l’Arte contemporanea, nella sezione Arte emergente. Partecipa a diverse mostre collettive e nel 2017 si dedica alla sua prima mostra personale.
Attualmente è iscritta al Corso di Formazione Avanzata di Curatore museale e di eventi presso l’Istituto Europeo di Design di Roma.