Marco/Tom/Moll contro le insidie della vita quotidiana

Marco, Tom e Moll sono i protagonisti dell’omonima mostra personale di Adriano Annino realizzata negli spazi della galleria barese Microba, a cura di Nicola Zito. Sono tre ragazzi da cui non prendere esempio – ragazzi che hanno preso strade sbagliate, e che per questo sono finiti nei guai.

L’artista napoletano (1983), assume in questa sede il ruolo della voce narrante e ricompone le vicende dei personaggi in un’unica narrazione visiva, che si evolve dall’immagine pittorica all’immagine in movimento.
Assistiamo alla messa in scena delle scelte sbagliate di tre tipi fissi della commedia umana – il libertino, la prostituta il bambino disobbediente – di cui rintracciamo presto le origini.
Tom e Moll provengono direttamente dall’universo pittorico di William Hogarths, in particolare dalle Carriere, serie di dipinti dedicati a quelli che lui stesso definì “soggetti morali moderni”. Nella serie Carriera di una prostituta, del 1732, Hogarths racconta in sei dipinti le vicende di una giovane contada irretita dalla città, mentre in Carriera di un libertino, attraverso otto opere realizzate tra il 1732 e il 1733, coglie la progressiva corruzione e conseguente caduta di un giovane alla moda.
Entrambi alle prese con la propria ricerca edonistica, i due sono destinati a una fine tragica. La stessa fine spetterà al terzo protagonista della mostra, Marco, piccolo antieroe protagonista di un gioco da tavola per bambini incluso in una guida alla “educazione sanitaria” per la sicurezza domestica (Progetto Esa – Marche, 1991).

Si profila così una sorta di racconto su tre livelli, che si serve di linguaggi e strumenti eterogenei, di provenienza diversa ma efficacemente piegati ai fini e ai tempi della narrazione.
Le carte da gioco e i disegni preparatori, realizzati dalla madre dell’artista negli anni Novanta, ci mostrano Marco fissato eternamente nel momento dell’errore, nella rigidità del gesto sbagliato. Venuta meno la componente ludica, le carte costituiscono una sorta di compendio di azioni, o meglio di divieti all’azione, che dovrebbe servire a tenersi lontani dai guai.



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Le otto tele esposte fanno invece da supporto a un gesto pittorico intenso e materico, caratterizzato da segni rapidi e rapide soluzioni grafiche. I soggetti del teatro umano di Hogarths, insieme alle figure sguaiate e sfatte di Otto Dix, entrano a far di parte di un universo pittorico contemporaneo, fatto di colori che virano su toni acidi ed emergono da sfondi scuri.

L’intento figurativo dell’artista finisce con il suo auto-rovesciamento; assistiamo così allo sfaldarsi delle fisionomie dei personaggi; il risultato è simile a quando, destandoci dal sonno, ricordiamo la presenza degli attanti ma non sappiamo più richiamarne alla memoria i volti.

Questo uso drammatico della figura ci conduce nel cuore della riflessione dell’artista: Tom, Moll e Marco sono tre e sono uno, arrivano dal passato eppure sono nel presente, escono persino dal contemporaneo per entrare in una dimensione sospesa e onirica, in quanto testimonianze corporee di un vademecum etico da portare sempre con sé.
Attraverso un uso quasi satirico della raffigurazione, Annino realizza un percorso di riflessione sull’etica della vita quotidiana, sostenuto da meccanismi di citazione atipici e interessanti.
La possibilità di cogliere l’ironia dell’intera operazione morale, o meglio moraleggiante, messa in atto dall’artista è sì lasciata alla sensibilità fruitore, ma anche efficacemente sostenuta dall’allestimento della mostra.

Le tele sono infatti affiancate dalle carte del gioco, dai bozzetti e dai disegni preparatori, il cui tratto tormentato e senza soluzione di continuità ricostruisce le esistenze moralmente pericolose dei tre protagonisti.
L’ accostamento spaziale di queste immagini dallo statuto diverso, ma provenienti dalla stessa cosmologia di condotte negative, incidenti e fatalità, sancisce dunque la prossimità tra il libertino, la prostituta, e il “monello”. Basta rivolgere lo sguardo all’unica installazione video della mostra affinché essi si rivelino per quello che sono davvero, e cioè tre soggetti asintotitici, destinati a convergere in unico, fatale destino. I frame si susseguono rapidissimi, e così i tratti nervosi e guizzanti dei bozzetti. I tre personaggi in sequenza sconfinano gli uni negli altri e le fisionomie abbozzate diventano un’unica immagine in movimento.

Si rivela così il vero soggetto della mostra: l’insidia, il pericolo, il comportamento deviato dalla norma, l’errore da fuggire a tutti i costi ma inutilmente, perché la caduta non risparmia nessuno, nemmeno chi ascolta i consigli di mamma e papà.

Bianca Buccioli


MARCO/TOM/MOLL

a cura di Nicola Zito

28 settembre – 26 ottobre 2018

MICROBA – Via Giambattista Bonazzi, 46 – Bari

www.microba.it

www.adrianoannino.com

Caption

Adriano Annino, Thermocline Hogarth (Miss Wood) – Oil on canvas, cm 38,1×45,7, 2018 – Courtesy l’artista

Marco/Tom/Moll – Exhibition view, 2018, Microba, Bari – Courtesy Microba, Bari e l’artista

Marco/Tom/Moll – Exhibition view, 2018, Microba, Bari – Courtesy Microba, Bari e l’artista



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