5Q to Cabinet

Raccontaci del vostro project space, quando è nato, chi fa parte del team e da quali idee si è sviluppato il progetto.

Maria Chiara Valacchi: Cabinet è uno spazio non-profit nato nel 2010 da un’idea mia e di Antonio Di Mino con l’intento di registrare in territorio italiano la migliore pittura internazionale sempre posta in dialogo con le eccellenze del mondo relativo all’installazione e alla scultura. Dopo l’apertura iniziale in via Rinaldo Rigola, lo spazio si è spostato in via Alessandro Tadino 20 in un luogo caratterizzato da una grande vetrata, in modo tale da far convivere le opere con la luce naturale; questo scardina lievemente l’idea classica del White-Cube, in quanto ogni progetto è imprescindibilmente legato all’atmosfera esterna.

Qual è la vostra mission? Quali obiettivi per il futuro?

La mission principale di Cabinet è quella di attivare – tramite soli double-shows – un dialogo o se vogliamo una frizione unica tra l’opera pittorica e l’elemento scultoreo e/o installativo coinvolgendo artisti mid-career internazionali messi in relazione non solo tra loro ma anche da una trama curatoriale che ne fa da link. In questo modo la dinamica cambia e prende delle pieghe inedite sia per gli artisti che per il pubblico che assiste ad un unicum irripetibile. L’obbiettivo presente e futuro è quello di mappare, attraverso questa modalità, le personalità più interessanti del panorama contemporaneo quasi sempre il loro primo in territorio Italiano.

Quali progetti avete sviluppato finora, con quali artisti avete lavorato e che ambito della sperimentazione prediligete all’interno del vostro spazio?

È stato un crescendo, coinvolgendo di volta in volta artisti sempre più noti nel panorama contemporaneo attivando con loro dialoghi quasi sempre in un coinvolgimento site specific. In questi 8 anni si sono avvicendati progetti di: Marc Bijl e Dan Shaw-Town, David Keating e Molly Zuckerman-Hartung, Paul Housley e Jill Spector, Kaye Donachie e Dagmar Heppner, Sylvie Fleury e Alexander Wagner, Karsten Födinger e Pieter Vermeersch, Anna-Bella Papp e Chris Succo, Brian Calvin e Wendy White e Ivan Seal feat. The Caretaker; è in corso un nuovo progetto che coinvolgerà Christian Jankowski e Matyas Chochola.



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In Italia sta sorgendo una rete sempre più fitta di project space, secondo voi da quali esigenze nasce e che prospettive future avrà questo fenomeno?

L’importanza degli spazi non-profit è quella di approfondire una ricerca di artisti e sistemi contemporanei slegandoli da ordini di natura prettamente economica. Sono anche un valido supporto per quei giovani usciti da scuole per verificare con mano il sistema dell’arte senza essere immessi direttamente nel circuito gelleristico o museale.

Siamo già il futuro perché abbiamo costruito un sistema in grado di autosostenersi in un momento di stallo economico e forte crisi legato all’arte contemporanea.

Cabinet è tra i project space milanesi che faranno parte di SPAZI 2018, volete raccontarci il progetto che presenterete presentato durante i giorni del festival?

Per Spazi abbiamo pensato di accogliere un progetto speciale del collettivo Kings, duo artistico nato nel 2000 per mano di Daniele Innamorato e Federica Perazzoli, che in occasione dell’ultima Manifesta12, tenutasi a Palermo, hanno realizzato dieci grandi affissioni disseminate per le vie del centro storico e dedicate alla storia della Sicilia. Le matrici originali di questi grandi manifesti saranno per la prima volta esposti da Cabinet, in forma di carta da parati o preziosi collage incorniciati. Una rivoluzione estetica dello spazio che da galleria si tramuterà in spazio intimo, in un diario di viaggio.

a cura di Irene Angenica


Spazio Cabinet –  Via Alessandro Tadino, 20 – Milano

www.spaziocabinet.com

Instagram: cabinet_studiolo


Caption

Karsten Födinger, Pieter Vermeersch – Installation View, 2015, Cabinet, Milano – Courtesy Artists and Cabinet, Milan, Photo Filippo Armellin

Warp Weft, Sylvie Fleury – Alexander Wagner, 2013 – Spazio Cabinet, Milan

Brian Calvin, Wendy White – Installation view, 2017, Cabinet, Milan – Courtesy Artists and Cabinet, Milan – Photo Filippo Armellin



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